Partito di Alternativa Comunista

No al riarmo dell'Unione Europea! No all'accordo Trump-Putin per smantellare e saccheggiare l'Ucraina!

No al riarmo dell'Unione Europea!

No all'accordo Trump-Putin per smantellare e saccheggiare l'Ucraina!

Pieno sostegno alla Resistenza ucraina!

 

Segretariato Europeo della Lit-Quarta Internazionale

 

La brusca virata nella politica estera di Donald Trump è esemplificata dall'aggressione della Russia contro l'Ucraina: Trump ha stretto accordi con Putin per, attraverso il più vile ricatto, forzare la capitolazione del governo ucraino e stipulare un accordo coloniale in virtù del quale Putin si potrà tenere Crimea e Donbass, oltre agli oblast di Kherson e Zaporiyia (come scritto nella Costituzione russa) e così spartirsi le ricchezze del Paese.
Oltre ad essere funzionale al saccheggio dell'Ucraina, l'azione di Trump fa parte della sua strategia per cercare di allontanare la Russia dalla Cina e per indebolire l'Unione Europea (Ue) - il blocco degli imperialismi europei - soggiogandola e umiliandola, promuovendo l'ultradestra al suo interno e mettendo i Paesi membri l'uno contro l'altro. Nel frattempo, cerca di legittimare le proprie aspirazioni annessioniste nei confronti di Panama, Canada e Groenlandia.
Il ricatto di Trump fa anche parte dei suoi piani per concentrare le forze contro la Cina nell'Indo-Pacifico. La sua politica in Ucraina è legata alla richiesta ai Paesi europei della Nato di aumentare sostanzialmente le loro spese militari, di modo che gli Stati Uniti possano ritirare gradualmente nel tempo la loro presenza militare diretta in Europa.

 

L'accordo coloniale Trump-Putin e le contraddizioni della sinistra europea

Questo accordo è la migliore dimostrazione delle falsità della sinistra post-stalinista, come la spagnola Izquierda Unida, la Rete dei comunisti (RdC) in Italia o il Prcf in Francia, che hanno sostenuto l'invasione dell'Ucraina da parte del regime dittatoriale e sanguinario di Putin, dando credito al suo vile argomento di denazificare l'Ucraina e sostenendo che si trattava di un movimento «anti-imperialista» rispetto a Stati Uniti e Nato. In questo modo, hanno dato credibilità a Putin, amico e protettore dell'estrema destra, e si sono schierati con l'imperialismo regionale russo e i suoi oligarchi, degni eredi della politica di annessioni dello zarismo e di Stalin. Hanno negato all'Ucraina il suo legittimo diritto di difendersi da un'aggressione imperialista.
La loro «teoria dei campi contrapposti», introdotta da Stalin, secondo la quale bisognava stare dalla parte del campo sovietico, identificato sempre come «progressista» (senza tener conto degli interessi di classe in conflitto), ha avuto continuità tra i post-stalinisti per molti decenni. Hanno utilizzato questa teoria per sostenere che il campo di Putin fosse «antimperialista» e «progressista». Ora, con il loro sostegno al piano Trump-Putin, si sono schierati dalla parte dell'imperialismo nordamericano e sono rimasti senza l'argomento «antimperialista», mettendo a nudo la loro miseria morale e politica.

Questo accordo smaschera anche le forze della sinistra neo-riformista, come Podemos (Spagna), Rifondazione Comunista (Italia) o Fi (Francia) che, in nome di un pacifismo vuoto, hanno eliminato dalla scena l'eroico conflitto di liberazione nazionale ucraino. Hanno trasformato la guerra in un mero conflitto tra potenze, riempiendosi la bocca di dichiarazioni astratte di pace e cooperazione tra i popoli e opponendosi alla consegna di armi agli ucraini, favorendo così Putin. Ora nei fatti si accodano al cinico e disgustoso discorso di Trump, che vuole apparire come il grande pacificatore. Ancora una volta, tradiscono il diritto dell'Ucraina a difendere la propria sovranità e integrità territoriale.
Tra coloro che hanno dato un sostegno indiretto a Putin bisogna citare anche una parte della cosiddetta estrema sinistra. Lutte Ouvrière (Francia) vede l'Ucraina come il braccio armato dell'Ue e ha scritto che sarebbe stato meglio se Putin avesse conquistato subito Kiev, così la guerra avrebbe causato meno morti. La corrente di Alan Woods (ex Imt, ora Icr) caratterizza l'attuale guerra come una guerra imperialista e termina difendendo l'aggressione della Russia come un male minore; mentre la Frazione Trotskista cancella il popolo ucraino negando il suo diritto a difendersi e, sebbene non difenda l'invasione di Putin, parla di una «guerra per procura» con la Nato.
In contrapposizione al campo di Putin e a tutti i suoi amici dichiarati e non dichiarati, il nostro sostegno e la nostra solidarietà all'Ucraina in questo conflitto di liberazione nazionale contro l'invasione e il saccheggio russi sono sempre andati di pari passo con la denuncia del cinismo interessato degli Stati Uniti e dell'Europa, senza concedere la minima fiducia a Zelensky. La nostra solidarietà internazionalista con l'Ucraina si basa su un'opposizione di principio a tutti i blocchi imperialisti e sul sostegno attivo alle lotte di liberazione nazionale e, a partire da questo, alla lotta per costruire un campo indipendente della classe lavoratrice che si batta per un programma socialista rivoluzionario.

 

Il piano di riarmo dell'UE

L'Ue, dopo essere stata sprezzata e umiliata da Trump, giustifica ora la sua politica di maggior intensificazione del riarmo degli ultimi decenni in nome della «difesa dell'Europa contro la Russia», dell'«indipendenza dagli Stati Uniti» e del «sostegno all'Ucraina». Parlano anche di «difesa della libertà e della pace». Tutti questi sono argomenti menzogneri, come cercheremo di dimostrare. Inoltre, questo piano riflette un tentativo di riorganizzazione del blocco imperialista europeo, emarginato a causa della contesa tra Stati Uniti e Cina.
I 27, sotto la spinta di Germania e Francia, hanno approvato (non senza discrepanze interne) la proposta di Von der Leyen di investire 800 miliardi di euro nella difesa nei prossimi quattro anni, con l'idea di aumentare la spesa militare annuale fino al 3% o 3,5% del Pil. La maggior parte (circa 650 miliardi di euro) proverrebbe dai bilanci nazionali degli Stati membri. A tal fine, verrà attivata una «clausola di salvaguardia» che consentirà agli Stati membri di escludere le spese militari dai limiti di deficit consentiti dall'Ue (3% del Pil). Ciò significa che, se per l'istruzione, la sanità o l'occupazione lavorativa sarà necessario rispettare il deficit, non sarà così per gli armamenti. Da segnalare la Germania, il cui parlamento ha approvato una riforma della Costituzione per poter effettuare un massiccio aumento del debito pubblico che le consenta di effettuare investimenti per il rafforzamento delle sue forze militari
Von der Leyen ha anche proposto un fondo di 150 miliardi di euro in prestiti ai Paesi membri per «promuovere l'industria militare europea». Alcuni Paesi, come la Spagna, vogliono anche sovvenzioni dirette e parlano di «ampliare il concetto di difesa».

 

La «difesa dell'Europa contro Putin» e l’«indipendenza dagli Stati Uniti» sono argomenti falsi

La propaganda borghese nasconde il fatto che l'Ue non è un'entità oppressa che ha bisogno di essere difesa, ma un blocco imperialista. Dopo la guerra di aggressione contro l'Ucraina, la paura della Russia è molto sentita in luoghi come i Paesi Baltici e anche in Polonia. La Georgia e la Moldavia sono direttamente nel mirino di Putin. Ma né l'Ue né gli Stati Uniti hanno manifestato la loro disponibilità a difenderli da un attacco annessionista russo.
Nemmeno i Paesi Baltici potranno aspettarsi un aiuto dalla Nato se Trump sarà d'accordo con Putin. Lo stesso vale per la Groenlandia, che attualmente fa parte del Regno di Danimarca, se Trump se ne impadronirà militarmente. Il segretario generale della Nato, Rutte, non ha aperto bocca al riguardo, nonostante la Danimarca appartenga a tale alleanza.
Allo stesso modo, la presunta ricerca di indipendenza militare dagli Stati Uniti serve principalmente a giustificare il riarmo dell'imperialismo europeo. E se è vero che la Germania e la Francia vogliono rafforzare la loro industria militare (e contro ciò dobbiamo prendere posizione attivamente), il grande beneficiario del riarmo europeo sarà in primo luogo l'industria degli armamenti nordamericana.
Attualmente esiste una grande frammentazione militare tra i diversi Stati europei, senza unità di comando né prospettiva di un «esercito europeo», poiché ogni imperialismo ha i propri interessi geopolitici e un rapporto diverso con l'imperialismo nordamericano.
Secondo la responsabile della Bce, il piano di riarmo può dare un impulso economico a un'Europa stagnante, una sorta di keynesismo militare, versione militare del piano Draghi. Il riarmo sta attirando gli investitori, diverse aziende aerospaziali e della difesa hanno visto le loro azioni salire alle stelle. Ma è più che dubbio che l'Ue arriverà a sfidare apertamente gli Stati Uniti e la loro industria militare americana e mettere in discussione il loro dominio sul mercato internazionale delle armi.

 

Un sostegno miserabile e interessato dell'Ue all'Ucraina

L'Ue e i suoi Stati membri si vantano di aver sostenuto l'Ucraina «più di chiunque altro». Ma uno studio dell'Istituto di Kiev per l'economia mondiale, in occasione del terzo anniversario dell'invasione, rileva che Germania, Regno Unito e Stati Uniti hanno mobilitato meno dello 0,2 per cento del loro Pil per sostenere l'Ucraina, mentre altri paesi come Francia, Italia o Spagna hanno stanziato solo lo 0,1 per cento circa. Solo le sovvenzioni fiscali tedesche al diesel sono costate tre volte di più di tutti gli aiuti militari tedeschi. L'Ue ha pagato 21,9 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili russi nel terzo anno dell'invasione, molto più dei 18,7 miliardi di euro di aiuti finanziari inviati all'Ucraina nel 2024.
In questi tre anni di guerra, l'Ue, come gli Stati Uniti, ha ritardato, mercanteggiato e negato il sostegno militare chiave all'Ucraina, senza fornire le armi offensive richieste che avrebbero potuto neutralizzare l'offensiva russa. Il loro aiuto militare è sempre stato una consegna di armi col contagocce. Non per assicurare la vittoria ucraina, ma per indebolire Putin quel tanto che bastava per non farlo vincere, ma senza nemmeno che fosse sconfitto: il fine è sempre stato arrivare a un armistizio (senza dubbio con annessioni russe) che permetta loro di approfittare del business della ricostruzione.
Ora hanno applaudito in modo infame la proposta di cessate il fuoco di Zelensky, diretta conseguenza del ricatto americano, a cui si sottomettono, e si offrono di schierare truppe sul campo per «garantire» l'accordo Trump-Putin, nella speranza di concordare con Trump la spartizione delle ricchezze ucraine e riprendere gli acquisti di gas russo. L'Afd chiede persino la riattivazione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2.
Dall'inizio dell'aggressione su larga scala, i debiti accumulati dall'Ucraina con Stati Uniti, Ue, Bce, Fmi e Banca mondiale (Bm) sono più che triplicati fino a quasi il 90% del suo Pil. L'Fmi e la Bm continuano a chiedere che il governo ucraino paghi il suo debito e attui riforme neoliberali, come la deregolamentazione del mercato, il taglio delle spese sociali, la privatizzazione dei settori dei trasporti e dell'energia, eccetera. Misure che il governo lacchè di Zelensky e gli oligarchi ucraini che rappresenta stanno applicando alla lettera, attaccando le condizioni di vita della classe lavoratrice e delle masse povere.
L'Ue ha saccheggiato l'Ucraina in questo periodo attraverso le sue istituzioni finanziarie, le multinazionali come la Bayer o le joint-venture con gli oligarchi ucraini. La Nato e l'Ue vogliono solo assicurarsi i loro interessi imperialisti partecipando allo sfruttamento dell'Ucraina.
Chi è stato e continua a essere in prima linea nelle trincee in questi tre anni è la classe lavoratrice, schierata in massa nell'esercito dopo l'invasione russa. Non è l'aiuto ricevuto dall'Ue, ma l'eroismo della classe lavoratrice ucraina che è riuscito a fermare Putin a costo di immensi sacrifici. Finché il popolo ucraino non si arrenderà, il nostro compito è continuare a sostenere ancora più fortemente la Resistenza armata del popolo ucraino con i suoi lavoratori in prima linea!

 

Un riarmo che fa parte di un pacchetto reazionario e che mostra il vero volto dell'Ue

In un esercizio di cinismo ripugnante, giustificano il riarmo anche in nome della «difesa della libertà e della pace», mentre l'Ue e i suoi governi hanno sostenuto e continuano a sostenere espressamente la barbarie del genocidio palestinese per opera di Israele, che armano e sostengono politicamente, mentre reprimono duramente le mobilitazioni di solidarietà con la Palestina e le bollano come antisemite. Nonostante i lamenti e le lacrime di coccodrillo, come quelle del governo spagnolo, tutti hanno continuato a permettere la vendita di armi a Israele e si sono rifiutati di interrompere le relazioni diplomatiche ed economiche con lo Stato sionista.
Il piano di riarmo europeo non serve a garantire la pace, ma a preparare una guerra futura e a intervenire in conflitti al di fuori dell'Ue, laddove gli interessi delle multinazionali europee siano minacciati. E, man mano che si procederà, si accentuerà la riduzione delle spese sociali e l'aumento delle tasse per la classe lavoratrice e la piccola borghesia, per quanto alcuni, come il cinico Sánchez, affermino, con formule ingannevoli, che il riarmo non andrà a scapito delle spese sociali.
Parallelamente si accentuano le misure xenofobe e razziste contro gli immigrati con espulsioni, migliaia di annegati in mare e l'istituzione, sul modello Meloni (applaudito da Von der Leyen), di campi di deportazione fuori dai confini dell'Ue, mentre si depredano i Paesi semicoloniali. Il riarmo va anche di pari passo con un forte regresso delle già molto blande misure ambientali.
Non ci sarà libertà, né pace, né prosperità in Europa con l'Ue. L'alternativa a questa Europa al servizio dei capitalisti, degli oligopoli, non solidale, antisociale e antiecologica, è lottare per un Europa della classe lavoratrice e delle masse popolari, che potrà emergere solo dalle ceneri dell'attuale Ue. Una federazione socialista in cui i settori strategici dell'economia siano socializzati, sottoposti al controllo dei lavoratori e delle masse popolari e al servizio di una pianificazione democratica dell'economia per soddisfare i bisogni sociali e rispondere alla crisi ambientale in corso.
Un'Europa solidale con i paesi semicoloniali che ha saccheggiato per più di un secolo. La posta in gioco non è solo il futuro dell'Ucraina, ma quello di tutte le masse popolari d'Europa per la loro libertà.

 

No al piano di riarmo dell'Ue

No all'aumento delle spese militari!

Scioglimento della Nato!

No all'esercito professionale e alla sua casta di ufficiali! Non possiamo lasciare la nostra difesa e sicurezza nelle mani dell'Ue e della Nato. Abbiamo bisogno di un esercito basato sull'istruzione militare universale, sostenuto dal principio democratico del popolo in armi e da esso controllato.

 

No all'accordo Trump-Putin per smembrare e saccheggiare l'Ucraina!

Trump, Putin e Ue: giù le mani dall'Ucraina!

Annullamento del debito ucraino e trasferimento in Ucraina dei 200 miliardi di beni russi congelati nell'Ue!

Tutta la nostra solidarietà al sindacalismo e ai movimenti sociali in Ucraina, nella loro lotta contro l'accordo Trump-Putin e contro le misure antisindacali e neoliberiste di Zelensky!

L'Ucraina ha tutto il diritto di richiedere e accettare tutto l'aiuto materiale e militare da qualsiasi parte venga, dato che è necessario per combattere l'occupazione russa!

Contro l'Europa dei capitalisti! Lottiamo per unire le lotte dei lavoratori e dei giovani nel continente! Per una federazione socialista d'Europa!

 

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